Diritto di Famiglia

Diritto di famiglia2021-04-11T19:35:17+01:00

Convivenza

Aree tematiche specifiche:

  • Rapporti patrimoniali e personali tra conviventi;
  • Ordine di protezione contro gli abusi familiari e allontanamento del convivente;
  • Contratti di convivenza;
  • Attribuzione patrimoniale in favore del convivente eterosessuale o omosessuale;
  • Trust;
  • Diritti successori;
  • Mobbing familiare;
  • Stalking familiare;
  • Rilascio e revoca passaporto dell’ex convivente.

Matrimonio

Aree tematiche specifiche:

  • Ordine di protezione ed allontanamento del coniuge;
  • Trust;
  • Trascrizione matrimoni esteri e loro validità;
  • Impresa familiare;
  • Comune dei beni. Scioglimento della comunione.
  • Divisione giudiziale della comunione;
  • Fondo patrimoniale.
  • Vincoli di destinazione;

Separazione

Aree tematiche specifiche:

  • Separazione consensuale;
  • Separazione giudiziale;
  • Modifica condizioni di separazione;
  • Separazioni internazionali;
  • Separazione con negoziazione assistita.

Divorzio

Aree tematiche specifiche:

  • Divorzio congiunto;
  • Divorzio contenzioso;
  • Modifica condizioni di divorzio;
  • Divorzio con negoziazione assistita;
  • Accordi una tantum;
  • Mantenimento del cognome maritale;
  • Divorzio lampo.

Penale della famiglia

Aree tematiche specifiche :

  • Violazione degli obblighi di assistenza familiare;
  • Maltrattamenti contro familiari e conviventi;
  • Sottrazione di minori;
  • Sottrazione di persone incapaci;
  • Stalking.
Team working
Qual è la differenza tra separazione e divorzio?2021-04-11T19:04:28+01:00

Con la separazione legale i coniugi non pongono fine al rapporto matrimoniale, ma ne sospendono gli effetti nell’attesa di una riconciliazione o di un provvedimento di divorzio. La separazione può essere legale (consensuale o giudiziale) o “di fatto”, cioè conseguente all’allontanamento di uno dei coniugi per volontà unilaterale, o per accordo, ma senza l’intervento di un Giudice e senza alcun valore sul piano legale.
La separazione legale (consensuale o giudiziale) rappresenta una delle condizioni (la più frequente) per poter addivenire al divorzio.

Con il divorzio (introdotto e disciplinato con la legge 01.12.1970 n. 898) viene invece pronunciato lo scioglimento del matrimonio o la cessazione degli effetti civili (se è stato celebrato matrimonio concordatario con rito religioso, cattolico o di altra religione riconosciuta dalla Stato italiano). Col divorzio vengono a cessare definitivamente gli effetti del matrimonio, sia sul piano personale (uso del cognome del marito, presunzione di concepimento, etc.), sia sul piano patrimoniale. La cessazione del matrimonio produce effetti dal momento della sentenza di divorzio, senza che essa determini il venir meno dei rapporti stabiliti in costanza del vincolo matrimoniale. Solo a seguito di divorzio il coniuge può pervenire a nuove nozze.

Quando può essere disposto l’affidamento esclusivo del figlio minore?2021-04-11T19:05:28+01:00

L’affidamento esclusivo sussiste se ricorrono motivi gravi a causa dei quali il genitore appaia del tutto inadeguato al suo ruolo. Costituisce un esempio, il padre che scompare dalla vita del figlio. L’unica ragione che può portare un giudice a una scelta di questo genere è l’interesse del minore, il bisogno e l’obbligo giuridico di garantire allo stesso minore un sano sviluppo psico-fisico.

La giurisprudenza ha ritenuto che si possa prevedere la forma di affidamento esclusivo quando l’affidamento condiviso recherebbe pregiudizievole per il figlio, quando uno dei genitori non è idoneo o non è capace di prendersi cura del minore, ad esempio un genitore che si disinteressa ai figli e quando il minore rifiuta di rapportarsi con uno dei genitori.
Ad esempio se non si provvede alla cura e all’educazione del figlio minore, non si versa volontariamente l’assegno di mantenimento, si fa utilizzo di sostanze stupefacenti, si è riconosciuti incapaci d’intendere e volere, ci si rende irreperibili., se il genitore al quale i figli non vengono affidati resta assente e non si costituisce nel giudizio di separazione e, non ha rivendicato il suo diritto ad esercitare il suo ruolo genitoriale né ha chiesto l’affido condiviso, quando il minore viene ascoltato dal giudice e riesce a spiegare i motivi per i quali preferisce essere affidato a uno dei genitori.

Quando occorre l’accordo dei genitori nel caso di trasferimento di residenza del genitore collocatario ?2021-04-11T19:05:11+01:00

Ogni cittadino ha, infatti, il pieno diritto (garantito dalla nostra Costituzione) di libera circolazione e di scelta del luogo di residenza con lo scopo di realizzare le proprie aspirazioni lavorative e sociali, senza poter subire limitazioni da parte dell’autorità giudiziaria (fatta eccezione per quelle legate a motivi sanitari e di sicurezza). Tale piena libertà, incontra dei limiti nel caso del genitore collocatario che intenda attuare il proprio trasferimento insieme ai figli. Il cambio di residenza del minore (anche detto “rilocazione”), appartiene, infatti, a quelle decisioni di maggior interesse che i genitori hanno il dovere di assumere di comune accordo proprio al fine di salvaguardare il benessere della prole. I giudici hanno più volte sottolineato che “dovere primario di un buon genitore affidatario e/o collocatario è quello di non allontanare il figlio dall’altra figura genitoriale, quali che siano state le ragioni del fallimento del matrimonio”. Quando occorre l’accordo dei genitori? Nel caso in cui un genitore, senza aver ottenuto il consenso dell’altro, trasferisca altrove la residenza insieme al figlio minore, egli viola perciò quelli che sono principi fondamentali in materia di affidamento, compiendo un atto illegittimo. Ciò vale sia nel caso di affido condiviso che di affido esclusivo, in quanto, anche in tale secondo caso, i genitori hanno il dovere di adottare insieme le decisioni di maggiore interesse per i figli, tra cui quella della residenza abituale. Nel caso in cui, l’altro genitore non approvi la scelta dell’ex di trasferirsi, l’interessato dovrà presentare una specifica domanda al giudice del luogo di residenza abituale del figlio al fine di ottenere l’autorizzazione alla rilocazione del minore tramite la modifica delle condizioni della separazione, del divorzio o dei provvedimenti assunti riguardo a minori nati fuori dal matrimonio. La medesima domanda potrà essere presentata anche dal genitore che, conoscendo l’intenzione dell’ex di attuare il cambio di residenza del figlio, voglia appunto impedirlo.

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